A Esxence 2017

E le mie divagazioni su me medesima, i profumi, la fiera e una community bellissima

Non sono mai stata molto brava a lavorare per compartimenti stagni, parte del senso che trovo nelle cose che faccio deriva proprio da questo rimestare e mescolare le attività e le ispirazioni più disparate, tessendo così il filo delle mie passioni: scienza e olfatto, teatro e danza (con e senza sperimentazioni olfattive), scrittura e, indovinate un po’? i profumi.

Questo per dirvi che questo mese a Esxence 2017 – fiera internazionale di profumeria artistica – le mie passioni saranno di nuovo mescolate: a Milano, domenica 26 marzo, alle 11.30, terrò una conferenza su olfatto e percezioni olfattive con un’attenzione particolare soprattutto alla psicologia dell’olfatto e delle nostre sensazioni olfattive. Perché sentiamo ciò che sentiamo?

logo

 

In laboratorio lavoro in mezzo a cavi, cacciaviti e bulloni; certo ci sono anche flaconi con soluzioni e diverse sostanze chimiche, e beh no, il camice bianco, per la verità, lo uso poco. Nei mei esperimenti cerco di capire come funzionano i neuroni di alcune parti del cervello, negli ultimi anni principalmente quelli coinvolti nel senso dell’olfatto. E quindi per farlo, e per studiarne l’attività elettrica – che è il modo in cui i neuroni si “esprimono” – mi servono appunto cavi e  aggeggi che a volte fanno pensare più di essere in un’officina che in un laboratorio così come spesso ce lo immaginiamo. A casa, invece, nella “stanza degli hobby” (sì abbiamo una stanza così, ma questa è un’altra storia), accanto ad altri utensili vari, “da officina” pure lì, ho un angoletto degli odori, dove mi diletto e mi esercito a conoscere e imparare a distinguere le materie prime usate in profumeria. Non che ancora mi riesca granché bene, ma mi piace, e mi permette di addentrarmi ancora di più in una passione che ho da quando ero bambina: gli odori, gli aromi, i profumi…

Una delle cose più affascinanti dell’olfatto è quella di essere sfuggente, sottilmente legato al contesto in cui ci troviamo e a ciò che “crediamo”  di sentire. Durante l’incontro vi parlerò di alcuni dei tranelli che a volte l’olfatto ci tende e del perché succede.

Ma c’è di più, sarò lì negli altri giorni della fiera per annusare e immergermi nei profumi di nicchia, un settore della profumeria moderna che va pian piano espandendosi e abbraccia una fetta sempre più ampia di pubblico: appassionati, cultori, ma anche persone che semplicemente amano i profumi e sono curiose e aperte alle novità e a prodotti diversi da quelli offerti da altri canali. Il tema della fiera quest’anno è “I giardini dell’Eden” richiamando come ispirazione quella di un giardino rigoglioso, lussureggiante, e ricco di note olfattive.

Nella fiera vengono esposti i principali marchi di nicchia (quest’anno saranno presenti 190 case madri), da quelli molto grandi a profumieri indipendenti, ed è un modo per venditori e addetti ai lavori di conoscere i nuovi lanci del mercato e nuove case. Inoltre, al sabato e alla domenica c’è l’apertura al pubblico per dare modo a chiunque di avvicinarsi a questo mondo, scoprire marchi nuovi e conoscere altri lati della profumeria.

Durante i giorni della fiera c’è poi un calendario di incontri e conferenze per addetti ai lavori e per il pubblico (nel fine settimana, l’ingresso è gratuito, bisogna solo registrarsi sul sito). Qui alcuni di quelli che mi sono segnata:

giovedì alle 13.00 Saskia Wilson-Brown, fondatrice del The Institute for Art and Olfaction (Los Angeles), annuncerà i finalisti del Art and olfaction awards; mentre alle 15.30 il Prof. Giuseppe Squillace, dell’Università della Calabria, presenterà il suo nuovo libro “I mestieri del lusso nel mondo antico: l’arte della profumeria”; venerdì alle 9:45 ci sarà il workshop con il naso profumiere Christophe Laudamiel: Ugly or beautiful: aesthetics in perfume creation; sabato pomeriggio alle 15:00 lo scrittore di profumi Eddie Bulliqi terrà la conferenza Scent surprises: prepare to be shocked!, e alle 17:00 Wanda Benati, esperta di viaggi, terrà un incontro sui giardini e le piante da profumo in varie parti del mondo.

La mia conferenza invece, come dicevo, sarà domenica mattina alle 11:30.

Ci vediamo lì 🙂

Bonus

Durante queste mie incursioni condividerò impressioni e idee insieme al gruppo di Adjiumi. Che cos’è Adjiumi? La descrizione “da manuale” sarebbe forse quella di una community virtuale sul profumo, orbitante principalmente intorno all’omonimo forum, e con propaggini e pseudopodi su gruppi facebook dedicati a temi più specifici.

E ora vi dico cosa è davvero, raccontandovi la mia esperienza: da appassionata di profumi, mi sono iscritta al gruppo facebook, cosa che non faccio molto spesso devo dire. E forse anche per questo non ero molto preparata. Infatti, la prima sensazione/reazione è stata: dove sono capitata? Sembrava di stare al bar dove tutti si conoscono e tutti parlano, con modalità diverse perché siamo tutti diversi, degli argomenti più disparati; tutti però incentrati su un grande tema comune: la passione per i profumi. Il fatto è che secondo me più che un gruppo, è una tribù, bellissima e variopinta. E in questa tribù o ti ci butti e ti fai un po’ travolgere o non ci resisti – anche perché sennò che senso avrebbe? Ed è così che pian piano scopri e diventi parte di un tessuto in fermento: è un luogo umano, dove le persone si incontrano e scambiano informazioni utili, opinioni, consigli, esperienze; si riescono così a conoscere cose nuove sul mondo dei profumi, e persone aperte e disponibili come se ti conoscessero da chissà. La regola principe è solo quella delle buone maniere e dell’educazione – ché online come nella “vita reale” andrebbero applicate comunque. Per cui niente stramazzi e discussioni asciuganti e fini a se stesse, ma chiacchierate serene e una passione in comune. Che bello (qui potete leggere di più su come è nato il gruppo e chi l’ha fondato).

Posterò foto, e aggiornamenti su:

le pagine facebook de il senso perfetto (perfectsenseblog) e sulla pagina fb di Adjiumi

Sulle pagine Twitter mia e di Adjiumi

E Instagram #perfectsenseblog #Adjiumi #Esxence2017

We meet at Esxence 2017

Digressions about myself, perfumes and a passionate community

I have to say I was never good at keeping things separate: science, art, dance, theater, olfaction, perfumes… I like mixing, and I find meaning in bringing things together in order to get new inspirations. It turns out this brings me often merging different fields: the science of olfaction and the aesthetics, my practice in dance-theater and the olfactive-theater, my days in the lab, and the evenings sniffing raw materials at home, and the perfumes.

Thus, this month I am very happy to merge one more time my passions:  I will take part to Esxence 2017 – the international fair of artistic perfumery – in Milan, where on Sunday 26 I will give a talk about the sense of smell, psychology and odor perceptions.

The fair is a big event for niche perfumery, hosting this year 190 brands and several talks and events, with some during the weekend open for general public as well. During those days I will hang around, open to smell and discover new people and perfumes. Among the events Saskia Wilson-Brown will announce on Thursday 23 March, the finalist of the Art and Olfaction Awards; and on Friday morning, the nose Christophe Laudamiel will give the workshop: Ugly or beautiful: aesthetics in perfume creation.

My talk will be on Sunday, 26 March, 11:30 am

I’ll see you there!

Bonus

During my “perfumed – days” I will share my pictures and impression with the guys of Adjiumi – the passionate Italian tribe of perfume-lovers. You can follow us also on our socials 😉

Facebook

Twitter and Twitter- Adjiumi

and Instagram #perfectsenseblog #Adjiumi # Esxence2017

Save

Save

Annunci

#SmellWalkBookFair stories

Vi racconto come è andata

smellwalk-frankfurt1-2016

Credits: I. Hofmann

 

Durante gli smellwalks alla fiera del libro ho raccolto numerose storie, aneddoti e riflessioni sugli odori da parte dei partecipanti e di chi si imbatteva in noi “smellwalkers” e, incuriosito, prima chiedeva cosa esattamente stessimo facendo, poi iniziava a raccontarmi le proprie storie. Perché alla fine l’olfatto fa proprio questo, stana storie e impressioni che se ne stanno accovacciate nei recessi della nostra memoria, pronte a mettersi in moto al primo sniffo.

Come S. e la sua ragazza che aveva inizato a sentire l’odore dell’autunno già ai primi di settembre, ma lui non ci credeva. Poi, dopo un paio di giorni, tornando a casa in bici le sue narici vengono colte da una strana sensazione: i primi odori autunnali. E lui che se lei non glielo avesse detto se li sarebbe persi.

Oppure il Signor H. che proprio quel mattino aveva fatto una sorpresa di compleanno alla moglie facendole trovare un profumo che lei aveva amato molto, ma che non è più in produzione; dopo aver girato un sacco di profumerie era riuscito finalmente a scovare un ultimo flacone, per lei.

E poi D. che certi odori di detergente, usati spesso negli spazi pubblici, proprio non li sopporta; e L. che annusando la copertina di un quaderno fatto con materiali naturali ci ritrova un odore di paglia e fieno, e subito pensa al suo porcellino d’india; e S. che riconosce tra una pieghetta della tenda in un allestimento l’odore di un ammormidente conosciuto; e M. che di mestiere fa la guida turistica e ora vuole aggiungere delle digressioni olfattive ai propi tour; e F. che se ne esce dicendo “tutti almeno una volta nella vita dovremmo annusare lo spazio intorno a noi come fanno i cani”.

smellwalk-frankfurt-6b-2016

smellwalk-frankfurt-2-2016

smellwalk-frankfurt-4-2016

Credits: perfectsenseblog

Durante le passeggiate olfattive i partecipanti annotavano su una scheda di valutazione tutti gli odori trovati, il posto in cui erano stati annusati, il grado di intensità, durata, piacevolezza o disgusto, ed eventuali sensazioni e ricordi evocati. Nonostante questa fosse una versione un po’ “compressa” e più breve delle camminate olfattive che si fanno in strada, durante il percorso nella fiera abbiamo raccolto numerosi odori, alcuni un po’ più scontati, altri decisamente non ovvi, che ci danno comunque un’impressione piuttosto precisa di cosa fosse la fiera “a naso”: carta appena stampata, odore di libro, odore di volantino patinato, tappeto, mentine, polvere, colonia da uomo, inchiostro, vernice, caffè, fumo di sigarette, spezie, fiori secchi, detergente per il pavimento, ammorbidente, incenso, pattumiera, cioccolato, cartone, plastica, sudore, salmone affumicato, waffle, camicia/tessuto sintetico (sudato), patatine fritte, salcicce, sabbia, pioggia, sacco di juta, arancia, legno, fiori freschi, canfora, mele, scale mobili, cloro, zenzero, pepe nero, candele, buccia di banana, bar-bistrot, fogliame (la lista riprende in ordine sparso i principali odori descritti dai partecipanti, il più delle volte l’odore viene descritto/nominato riferendosi alla sua sorgente).

L’odore dell’aria, inteso come odore di background dell’ambiente, cambiava a seconda del padiglione della fiera, presumibilmente in base alle dimensioni dello spazio, il sistema di areazione e il numero di persone presenti, e in base a specifici espositori – nell’area gourmet dove si svolgevano anche assaggi e dimostrazioni di cucina ovviamente l’elemento “cibo” era preponderante. Naturalmente anche il momento del giorno influiva: al mattino erano spiccati i profumi e le acque di colonia indossati dai visitatori (soprattutto uomini), mentre nel primo pomeriggio – quando comunque c’era più gente – gli odori di cibo e magliette sudate erano preponderanti. Il fatto che in uno dei due giorni degli smellwalks avesse piovuto ha pure influenzato il tipo di odori percepiti nello spazio esterno. Il vento portava gli odori dei chioschi di cibo in direzioni precise per cui non si sentivano ovunque allo stesso modo, il suolo bagnato emetteva odori più acri e un po’ metallici, mentre col sole era più facile sentire l’odore di cloro salire da una fontana, e quelli di alcune aiuole.

Pur essendo questa una volutazione puramente qualitativa e non esaustiva né di tutti gli spazi della fiera, né tutti i giorni, è interessante osservare quante informazioni è stato comunque possibile raccogliere. Gli stessi partecipanti hanno potuto cogliere aspetti inediti della fiera e notare stand a aree comuni che altrimenti avrebbero ignorato. Di fatto durante gli smellwalks l’invito è proprio quello di “calarsi” completamente nello spazio intorno, esplorandolo attivamente e cogliendone impressioni e suggestioni al ritmo del proprio respiro e della propria curiosità: ci si “sporca” ed espone mettendo il naso letteralmente dappertutto, ed è proprio da questo cercare apparentemente “senza scopo” che alla fine si scoprono un sacco di cose su posti, persone, e alla fine anche su noi stessi, perché l’atto di annusare è per sua natura intimo e un po’ introversivo, ci fa rallentare…

 

 #SmellWalkBookFair stories

 

During the smellwalks at the book fair I collected many stories and impressions from participants and people who were first asking what the hell we were doing and, after my explanation, they were telling their own smell-related experiences. It was interesting and inspiring, and it was fun.

Like S. and his girlfriend: she started to smell the upcoming autumn already at the beginning of September; he was not believing that, he said it was a laugh; but a couple of day after, going home with his bicycle, he suddenly got a strange whiff into his nose. She was right, the scent of autumn was there.

Or like Mr. H. who did a romantic surprise to his wife on that morning: he found for her the very last bottle of her favorite perfume, which is discontinued and not available anymore.

Or like D. who does not like the smell of detergents used to clean public spaces; and L. who found a book-cover made out of natural materials which smelled like straw and hay, and she recalled the smell of her hamster; and M. who works as a city-guide and now he wants to add some “olfactory impressions” to his tours; and F. who ended up saying: ”anyone should try at least ones in his life to smell around pretending to be a dog”.

During our smellwalks participants had a technical sheet to take notes of all the encountered smells, the degrees of pleasantness, intensity, duration and evoked memories and feelings. Out of all recorded notes I can list some findings: fresh paper, books, glossy flyer, mint candy, dust, eau de cologne for man, ink, coffee, smoke of cigarettes, incense, flowers, detergents, smoked salmon, washing powder, used shirts, fire, box and cardboard, apple, waffle, jute, ginger, chocolate, plant leaves, chlorine, sausages, fries, candles, bistro, carpet, garbage, wood, banana peel, stairway, rain. Though it was an adapted version of “traditional” smellwalks, and we made only some qualitative – yet subjective – estimation, we could catch a general sensory impression about at least some of the spaces within the fair, and some of the habits of visitors and guests. The general quality of the air inside the pavilions was affected mainly from the air conditioning, the number of visitant, and the presence of specific expositors: the gourmet corner, for examples, with all the tasting-sessions and cooking-show was of course rich of food-related flavors. During the morning man-perfumes were very common, whilst in the afternoon sweaty shirts and food were preponderant. Participants could also experience corners and boots which would have been otherwise ignored, and they express surprise for getting so many information and feelings just using their nose.

Smellwalks invite people to get a bit “dirty” and curious using their own nose to explore and feel the environment; we get insights doing something apparently pointless or even weird, we search without looking for something particular, we listen with our nose, and we end up discovering a lot about the surrounding, and learning about ourselves. Olfaction is an intimate sense; it invites to slow down…

#SmellwalkBookfair

Annusando la fiera del libro

 Smell

Sì avete capito bene, quest’anno alla Fiera Internazionale del libro di Francoforte, dal 19 al 23 ottobre, ci faremo delle grandi sniffate passeggiate odorose tra i padiglioni espositivi. 😀

Si tratta di un progetto promosso dal Museum Angewandte Kunst (museo di arti applicate) di Francoforte dedicato a olfatto, arte e comunicazione, e nato dall’entusiasmo di Matthias Wagner, direttore del museo, e Martin Hegel, capo del settore comunicazione e marketing. Insieme hanno curato il libro Für den tieferen SinnDuft als medium in Kunst, Design und Kommunication ([Per] il senso più profondo, l’odore come medium in arte, design a comunicazione), edito da Spielbein Publishers, che raccoglie contributi di scienziati, artisti (Peter de Cupere, per citarne uno) ed esperti di comunicazione, in un libro di arte e cultura dell’olfatto. E c’è anche un mio contributo con un capitolo su olfatto, new media e tecnologia, ve ne parlerò a breve in modo più dettagliato.

Il libro sarà presentato il 20 ottobre alla fiera del libro, e per l’occasione ci sarà una performance dell’artista Clara Ursitti, mentre io terrò delle passeggiate olfattive – smellwalks -all’interno della fiera. (Sì sono un po’ emozionata eh eh).

Per questi smellwalks mi sono ovviamente ispirata al lovoro di Victoria Henshaw, che ne è stata pioniera, e il cui libro Urban smellscapes raccoglie buona parte delle sue ricerche su odori e design urbano. Lo studio indaga come gli odori della città influiscono sulla qualità e la vivibilità della città stessa e come il design urbano, inclusi presenza/assenza di spazi verdi, smog, inquinamento, ristoranti, chioschi di cibi etnici, e così via, contribuiscono a definire l’identità dei posti in cui viviamo. Gli smellwalks sono anche un modo per avvicinare le persone al posto in cui vivono usando uno dei nostri sensi più profondi, l’olfatto. Durante queste passeggiate olfattive, lungo un percorso di pochi chilometri attraverso la città, i partecipanti sono invitati a rallentare e annusare intorno, esplorare col naso il pezzo di starda che magari percorrono ogni mattina di corsa per andare a prendere l’autobus o la metropolitana. È un invito a rallentare e riflettere su ciò che ci sta attorno, scoprire nuovi aspetti del posto in cui viviamo e diventarne più consapevoli: durante le passeggiate si registrano le puzze e i fetori che arrivano per esempio dalla sporcizia e dalle cacche lasciate sui marciapiedi; lo smog emesso dalle auto; il profumo di un’aiuola in fiore; l’aroma che esce da una panetteria; gli odori delle persone che ci passano accanto. Inoltre capire come gli odori emessi da specifiche aree e attività umane influiscono sul panorama urbano può dare informazioni utili a chi gli spazi urbani li progetta e costruisce.

Il percorso che proporrò la prossima settimana sarà una versione mignon di queste passeggiate, nello spazio della fiera. Un pretesto per avvicinare le persone al nostro senso piu intimo e selvaggio.

Per l’evento seguite l’hashtag #smellwalkbookfair con il quale pubblicheremo via Instagram e Twitter  and Facebook le tappe del nostro percorso olfattivo.

 Il programma completo:

Giovedì  20.10.16
(Punto di ritrovo presso SPIELBEIN PUBLISHERS, Halle 4.1 Stand H 79)
11.00
Smellwalk
Anna D’Errico
Durata: 30 min ca.
Lingue: Inglese, tedesco
12.00 – 12.30
Presentazione del libro: Für den tieferen SinnDuft als medium in Kunst, Design und Kommunication
14.00 – 14.30
Performance
Clara Ursitti
14.30
Smellwalk
Anna D’Errico
Durata: 30 min ca.
Lingue: Inglese, tedesco
Venerdì  21.10.16
(Punto di ritrovo presso SPIELBEIN PUBLISHERS, Halle 4.1 Stand H 79)
10.30
Smellwalk
Anna D’Errico
Durata: 30 min ca.
Lingue: Inglese, tedesco
11.45 – 12.15
Performance
Clara Ursitti
14.30
Smellwalk
Anna D’Errico
Durata: 30 min ca.
Lingue: Inglese, tedesco

 

 

#SmellwalkBookfair

 

This year at the International book fair of Frankfurt we are going to unleash our nose.

I am pleased to taking part in a project promoted by the Museum Angewandte Kunst (Museum of applied arts) here in Frankfurt on olfaction, art and communication, which has been developed by the director Matthias Wagner and Martin Hegel, head of communication design. They just edited the book Für den tieferen Sinn – Duft als medium in Kunst, Design und Kommunication (For the Deeper Sense. Scent as Media in Art, Design and Communications) for Spielbein Publishers, which will be presented at the book fair next week. Contributions from scientists, artists and communication experts converge in an art-book centered on scent and its communication power. I am thrilled of being part of the contributors with a chapter about smell in new media and technologies (I will give you further details soon 😉 ). As collateral events of the book release, there will be a performance from the fabulous artist Clara Ursitti, and I will lead some smellwalks through the fair-pavillons.

The idea of smellwalks comes directly from the work of Victoria Henshaw, who was the pioneer. You will find in her book Urban smellscapes main part of her studies on smell and urban design.

People encounter odor wherever they go, they get feelings and information from other people they meet, shops they pass by, street they walk through. They do not often pay enough attention to it, but smell is still there, as a presence in the background.

Now, imaging a tour in a city: Walking around a railway station or in the underground you can easily encounter urine exhalations from a hidden corner, or the scent trail of a strong eau de cologne from a stranger; down in the market street you may pass by a stand where hot sausages have just reached the right cooking point, while few feet behind it a remarkable vanilla aroma signs the presence of warm sugary waffles, fresh apple juice expands around from a neighbor stand; you go on and you pass along a grass bed, your nose get trapped in a misty cloud which smells like a wet dog. Keep walking, go along the river, can you smell it? How does it feel like?

The smellscape of a city can tell a lot about citizen and their habits, smog and exhausts can affect the quality of the city air; district food area have usually characteristic odor as well and they can also affect the general perception of the city as a lively and colorful –“smellful” -place or as a stinky and “fatty” site; the presence of green area can on the other hand increase the feeling of being in a pleasant and clean environment.

During last years the number of architects, designer and artists interested in urban smellscapes has raised with a new attention in designing urban area taking into account odors, and their sources. City smell can impact on general perception, arousing several psychological and physiological reactions on people, generating delight or disgust. Several projects around the world have already realized smell maps of cities like New York, Singapore, Barcelona, London, Paris, Shanghai, Edinburg, just to mention a few. During such investigation usually normal people are engaged in smellwolks through the cities with the double objective of awakening their sense of smell and their feelings and perception on the city they live in. Sharing experiences and practices represent a key part of these projects, for which website with smell maps are constantly updated. Moreover, people start to listen to the city in a different way, they communicate with the city, and they smell it.

In a walk through the exhibition space during the book fair, I will invite participants to pay full attention to their sense of smell, in a revised version of the traditional city-smellwalks. You can follow #smellwalkbookfair on Instagram and Twitter and Facebook for our sensory map during the fair. I’ll see you there.

Full program  #smellwalkbookfair

Thur. 20.10.16
Meeting point SPIELBEIN PUBLISHERS, Halle 4.1 Stand H 79
11.00
Smellwalk
Anna D’Errico
Duration: 30 min ca.
Languages: English, German
12.00 – 12.30
Book presentation: Für den tieferen SinnDuft als medium in Kunst, Design und Kommunication
14.00 – 14.30
Performance
14.30
Smellwalk
Anna D’Errico
Duration: 30 min ca.
Languages: English, German
Venerdì  21.10.16
Meeting point SPIELBEIN PUBLISHERS, Halle 4.1 Stand H 79
10.30
Smellwalk
Anna D’Errico
Duration: 30 min ca.
Languages: English, German
11.45 – 12.15
Performance
Clara Ursitti
14.30
Smellwalk
Anna D’Errico
Duration: 30 min ca.
Languages: English, German

Summer digest II

Nell’ultimo scorcio di estate vi lascio ancora una carrellata di notiziole e appuntamenti intorno a olfatto e odori, riprenderemo poi da metà settembre con post “più corposi” (sì a me piace seguire il calendario scolastico, c’ho pure il diario ancora :D).

 

  • Il topo “super-sniffer” (l’hanno chiamato loro così eh)

Lo studio, condotto dai ricercatori del laboratorio di Paul Finestein della City University di New York, è stato pubblicato a luglio scorso sulla rivista scientifica Cell Reports. In breve, gli scienziati hanno messo a punto una nuova strategia di modificazione genetica che permette a un predefinito recettore olfattivo di essere espresso più di quanto avverrebbe normalmente, e di conseguenza il topo con questa “amplificazione” recettoriale diventa molto più sensibile all’odore corrispondente. Il MouSensor, come è stato chiamato, potrà essere molto utile per sviluppare linee di ratti super-sniffer da addestrare a riconoscere sostanze come il trinitrotoluene (TNT) presente nelle mine e che potrebbero così essere usati senza rischio per sminare i campi (questi animali essendo molto piccoli hanno un peso non sufficiente a innescare le mine). Un’altra applicazione interessante potrà essere lo sviluppo di nose on a chip e tecnologie per la diagnosi precoce di malattie che danno come campanello di allarme la produzione di molecole e “odori” specifici.

  • ECRO – meeting dal 7-10 Settembre, Atene

L’annuale congresso della società europea dei sensi chimici quest’anno si terrà ad Atene nella prima metà di settembre. Si tratterà come sempre di un importante momento di scambio in ambito scientifico.

  • Scent – the smell of architecture

A Basilea invece a partire dal 31 agosto, fino al 21 dicembre, il Scent Culture Institute organizza una serie di mostre e incontri interessanti (in tedesco), per il pubblico generico, su olfatto e spazio architettonico. In che modo interagiamo e veniamo influenzati dagli odori a seconda dello spazio pubblico e architettonico in cui ci troviamo e dei materiali di cui questi spazi sono fatti.

Dufte_Muenchhalfen_0

 

  • Pitti Fragranze

Fiera di profumeria artistica che si svolge a Firenze dal 9 all’11 settembre, un bel posto per chi ama i profumi e volesse iniziare a esplorare un po’ meglio di più questo mondo, o per chi già li ama e vuole seguire le ultime novità.

Il senso di Herta per il curry

Ovvero la nascita del Currywurst

 

Ketchup e curry. Combinazione speziata e improbabile da leccarsi i baffi in varie gradazioni, a seconda della piccantezza, dopo essersi arroventati per bene la lingua addentando un croccante wurstel. La pace dei berlinesi, di cui il currywurst è simbolo. E ovviamente c’è un museo dedicato. Che, ovviamente, ho visitato 😀

(null) (2)

Credit:perfectsenseblog.

 

(null)

Foto scattata al Currywurst museum, Berlino. Credit: perfectsenseblog

 

È una storia interessante perché si accompagna alla ripresa del secondo dopoguerra e segna il filo che ha portato ai primi chioschi, per non dire fast-food.

Siamo nel 1949 quando l’intraprendente Herta Heuwer, nata a Koenigsberg, Prussia, nel 1913, compra per 35 marchi un vecchio minivan e lo converte con l’aiuto di marito e cognato in un chiosco mobile. Si piazza nel centro del settore britannico, all’incrocio tra Kantstrasse e Kaiser-Friedrichstrasse nel quartiere Charlottenburg, e inizia a vendere wurstel e salcicce. Poco tempo dopo ne apre un secondo e inaugura un’attività redditizia che conduce direttamente fino al 1974 quando è costretta a delegare per motivi di salute.

Secondo i racconti ufficiali (riportati dal Currywurst Museum), il 4 settembre 1949 la laboriosa Herta Heuwer sta trafficando con la salsa ketchup e le spezie a sua disposizione. È un periodo di ristrettezze in cui è difficile comprare a buon mercato la maggiorparte dei prodotti di comune consumo. Nell’intento di trovare verisoni economiche, ma gustose, dei condimenti per le salcicce si fa prendere un po’ la mano e arriva a mescolare una decina di spezie unendole al ketchup e assaggiando di tanto per testare il risultato. Il giorno dopo Herta aggiunge la nuova salsa alle sue salcicce fumanti e le serve ai propri clienti. Sono nati i primi currywurst della storia.

IMG_6638

Foto scattata al Currywurstmuseum, Berlino. Credit: perfectsenseblog

(null)_1

Giust per darvi un assaggio… Foto scattata al Currywurstmuseum, Berlino. Credit:perfectsenseblog.

 

Il currywurst è un successo immediato, diventa popolare tanto che nel 1959 la salsa “Chilliup” (da “chilli-ketchup”) viene registrata all’ufficio brevetti di Monaco col numero 721319. Una curiosità che avvolge il personaggio di Herta è l’ostinazione con cui per anni si rifiuta di rivelare la ricetta originale, tanto che nel 1987 dopo la morte del marito distrugge tutta la documentazione della sua ricetta. Anche per questo verrà invitata in diversi programmi televisivi tra i quali quello del presentatore Harald Schmidt che le conferisce il premio “first-class secret-keeper”.

IMG_6641

Foto scattata al Currywurstmuseum, Berlino. Credit: perfectsenseblog

Herta muore a Berlino il 3 luglio 1999 e nel 2003 all’incrocio della KantStrasse 101 viene apposta una targa commemorativa: Ihre Idee ist Tradition und ewiger Genuss” (“la sua invenzione è tradizione e delizia eterna”).

 

IMG_6785

Una delle versioni attuali, eh eh…

 

Bonus

La leggenda di Amburgo…

Come spesso accade con cibi e tradizioni anche la nascita del currywurst è avvolta da un alone di incertezza e mito. Lo scrittore Uwe Timm traccia “il precedente” portandoci ad Amburgo, sua città natale e luogo in cui ricorda di aver mangiato da bambino il suo primo currywurst, prima della sua nascita ufficiale. Dalla sua ricerca a ritroso nel tempo nasce il romanzo (di cui c’è anche la versione comics) “The invention of curried sausage” parla della Germania alla fine del nazismo, e nel dopoguerra, e della storia d’amore tra Lena Brucker – inventrice del currywurst – e il disertore ufficiale di marina Hermann Bremer. Vicende di guerra e di spionaggio con finale al curry 😀

9783551781833_0

Save

Un profumo, un ‘impressione

Ovvero sul significato che diamo al profumo

1382994_567541886628944_874928166_n

Può essere un’occasione speciale, una cerimonia, un appuntamento amoroso o un colloquio di lavoro, indossare un profumo, oppure no, è quasi sempre una scelta precisa. E la reazione delle persone accanto a noi dipenderà anche da quella scelta. Di fronte a uno sconosciuto, quanto siamo influenzati dal suo profumo nella nostra valutazione?

Pensiamo a un profumo da uomo, elegante, cuoiato, e poi immaginiamo di sentirlo addosso a qualcuno in giro: addosso a un operaio a lavoro in un cantiere; addosso al tassista che ci porta in aeroporto; addosso a un collega a lavoro; addosso alla signora seduta accanto a noi in autobus. Potremmo fare lo stesso esperimento pensando invece a un profumo un po’ più gourmand, con un sentore dolce e vanigliato, e applicarlo alle stesse persone. Come cambia la nostra percezione di quelle persone al variare del loro profumo? E perché succede?

In un paio di studi degli anni Ottanta, pubblicati su Journal of Applied Social Psychology, i ricercatori hanno osservato come in un contesto lavorativo le capacità dei candidati venivano valutate più o meno positivamente a seconda che indossassero un profumo oppure no. Lo scenario presentato ai soggetti in questi due studi era un colloquio di lavoro. I volontari dovevano valutare le potenziali abilità dei candidati. I risultati mostrarono che i maschi erano portati a considerare meno adatte al lavoro le donne col profumo (Jontue, nel caso specifico) rispetto a quelle che non lo indossavano. Al contrario, le donne non mostravano questo bias.

Si tratta certamente di studi datati e sui quali è importante fare alcune osservazioni. Queste ricerche risalgono infatti a un periodo storico – pur non lontano – in cui in molti ambiti lavorativi si era ancora ben lontani dalla parità di genere. Non che adesso la questione sia completamente risolta, ma all’epoca era sicuramente più accentuata e questo può aver influito sulle valutazioni dei soggetti. Anche il tipo di profumo scelto per gli esperimenti potrebbe essere questionabile. Jontue era negli Stati Uniti, dove sono state svolte le ricerche, un profumo molto in voga. Tuttavia, può essere che molti soggetti fossero abituati a sentire questo profumo in contesti personali, indossati magari da mogli e fidanzate, e questa associazione può aver influito sulle loro impressioni.

La valutazione e percezione di un profumo è fortemente influenzata dalla circostanza in cui è usato e può assumere valenze anche opposte a seconda del contesto. Gli elementi psicologici e socioculturali associati all’uso del profumo sono numerosi. Nella società occidentale c’è stata, per svariate ragioni storiche, culturali e di costume, un’attribuzione puttosto marcata di significato erotico e sensuale al profumo. E queste sono spesso state associate a immagini stereotipate della donna “delicata” che “deve profumare come un fiore”, o al contrario della “famme fatale” dal profumo ammaliante. Dopo un periodo a inizio e metà del Novecento in cui questo stacco e assegnazione del profumo a prerogativa femminile si è fatta marcata, negli ultimi decenni l’uso del profumo tra gli uomini è stato nuovamente sdoganato. Studi come quelli citati prima, ora darebbero, forse (?) risultati diversi. Mi pare comunque valga la pena una riflessione sul fenomeno. Perché?

Avete fatto caso all’invito che vi ho fatto all’inizio di questo post? Dicevo, provate a pensare a un profumo maschile. Ma cosa significa “profumo maschile” o “femminile”? Il marketing ci ha abituati a questa distinzione, così tanto che oramai lo diamo per scontato, ma dove sta scritto quale sia il profumo più adatto a noi? Chi lo decide?

 

Bonus

Per chi come la sottoscritta ama annusare di tutto, ma soprattutto ha una passione per i profumi, dal 31 marzo al 3 aprile a Milano ci sarà Esxence 2016, evento e luogo di incontro della profumeria artistica. Il tema di quest’anno è l’infinito.

esx_banner_150x150_ok

 

 

Gli studi che ho citato:

  • Baron R. A. Sweet smell of success? The impact of pleasant artificial scents on evaluations of job applicants.
    Journal of Applied Psychology. 1983;68:709–13.
  • Baron R. A. Self-presentation in job interviews: When there can be too much of a good thing. Journal of Applied Social Psychology. 1986;16:16–28.

 

Parliamo insieme di olfatto

Incontriamoci a Verona per esplorare puzze, odori e aromi

tsc2-600x323

Un odore può essere verde, caldo, speziato, scintillante, acuto, avvolgente, putrido, fiorito, fruttato, luminoso o tenebroso. Sappiamo sempre riconoscere e dare un nome agli odori che sentiamo? Cosa accade nel nostro naso – e nel nostro cervello – quando annusiamo qualcosa? Ma soprattutto, che cos’è un odore? Il primo weekend di marzo, se ancora non avrete altro in programma, potreste fare un salto a Verona, dove parlerò proprio di questo.

Perugia Officina Scienza Tecnologia (POST), una fondazione di comune e provincia di Perugia per promuovere e divulgare la scienza, ha fatto un progetto di divulgazione scientifica itinerante ispirato ai temporary shop – cioè negozi temporanei aperti in aree dove una specifica marca non ha distribuzione. L’idea dei Temporary Science Center, progetto sostenuto dal MIUR, è quella di creare dei centri della scienza temporanei in aree in cui non ci sono, un’opportunità per avvicinare il pubblico alla scienza con incontri, conferenze, caffè scientifici, percorsi didattici per le scuole e laboratori interattivi per adulti e bambini.

La prima tappa sarà a Verona, da sabato 20 febbraio a sabato 5 marzo, nella sala espositiva Renato Birolli, un ex macello comunale, in pieno centro città. Da lunedì a giovedì lo spazio sarà dedicato alle scuole, con percorsi didattici e laboratori, mentre dal venerdì per tutto il weekend ci sarà l’apertura al pubblico, con ingresso libero.

Sabato 5 marzo, dale 15.30 alle 17.15, come vi dicevo farò un intervento sul senso dell’olfatto, aromi, odori e puzze, seguito alle 17.30 da una degustazione di vini guidata – lì io più che altro assaggerò insieme a voi 😀 – a cura di Stefania Pompele (Terra Uomo Cielo). L’ingresso è libero, ma conviene prenotare:

Attività didattiche e laboratorio “sensorialità e vino” su prenotazione.
Info line: 347/6086340
Prenotazione attività didattiche: 075/5736501

Gli incontri si svolgeranno nell’area espositiva Renato Birolli, via Macello, 17 (Verona).

Cliccate sull’immagine per ingrandire e leggere il programma completo.